Il Decreto legislativo 231/01 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico il principio in base al quale, per determinate e specifiche fattispecie criminose, non sia punito solo il soggetto autore materiale del reato, ma anche l’azienda nel cui interesse ed a vantaggio del quale il reato è stato commesso. In particolare, l’ente è sanzionabile ai sensi del D. Lgs. 231/01 quando un soggetto apicale (presidente, direttore, amministratore delegato, dirigente, …) o subordinato (“normale” collaboratore, anche esterno) commetta uno dei reati previsti dal citato decreto nell’ interesse o vantaggio dell’azienda.

Le fattispecie di reati che rientrano nell’ applicazione del decreto sono numerose, e le principali fanno riferimento alle seguenti tipologie: reati commessi nei rapporti con la pubblica amministrazione; reati societari; reati in tema di diritto d’autore; reati connessi alla vendita e somministrazione di alimenti; reati derivanti dalle norme per la tutela della sicurezza dei lavoratori (introdotti nel 2007); reati contro la tutela ambientale (introdotti nel 2011); reati legati all’ utilizzo di personale straniero privo di permesso di soggiorno. L’elenco dei reati è soggetto a continuo aggiornamento.

Le sanzioni sono applicate in base alle regole del processo penale e si sostanziano in pene interdittive (ad es.: interdizione ad operare da parte della società, divieto di contrarre con la P.A., sospensione o revoca di licenze, ecc.), pecuniarie (fino a 1,5 milioni di euro) o di confisca.

Lo stesso decreto 231/01 prevede che l’azienda sia esentata dalla responsabilità amministrativa qualora:

  1. provi di aver adottato e implementato un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire i reati che vengono contestati;
  2. istituisca un organismo di vigilanza con il compito di vigilare sul funzionamento, il rispetto e l’aggiornamento del modello organizzativo;
  3. chi ha commesso il reato lo abbia fatto eludendo fraudolentemente (quindi non per mancata conoscenza) le regole dettate dal modello organizzativo;
  4. non sia accertata omessa o insufficiente vigilanza da parte della società.

La proposta di Itineris è finalizzata alla progettazione e sviluppo di un Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) il quale, una volta adottato, diffuso e correttamente applicato, potrà risultare idoneo a dimostrare l’intenzione di prevenire i reati di cui al D. Lgs 231/01 e, conseguentemente, a tutelare l’azienda dai rischi patrimoniali e di immagine derivanti dalla mancata applicazione del Decreto.

Cosa offre Itineris:

  • assesment iniziale (analisi delle attività sensibili), il cui obiettivo è identificare i rischi e individuare le attività/processi nel cui ambito possono venire commessi dei reati;
  • progettazione e implementazione del modello di organizzazione e gestione (metodologia di analisi, misure di prevenzione, documentazione, destinatari, ecc.);
  • codice etico, che contiene i principi e le principali indicazioni di comportamento generali rispetto alla prevenzione dei reati;
  • sistema disciplinare, con la previsione delle sanzioni previste per l’inosservanza del modello da parte di tutte le figure coinvolte;
  • adozione ufficiale del Modello 231/01 e istituzione dell’Organismo di Vigilanza, verrà fornito supporto per l’approvazione della documentazione e l’adozione del modello da parte della società. Verranno fornite indicazioni per la costituzione dell’Organismo di Vigilanza ai sensi della normativa;
  • formazione e comunicazione al personale, verrà definito un piano di comunicazione/informazione indirizzato tendenzialmente a tutto il personale e ai collaboratori esterni rilevanti.